In Scadenza il Diritto Annuale CCIAA 2020

Tax News | Giugno 2020


Di Andrea Follador Junior Tax Consultant


Il diritto camerale è un diritto dovuto annualmente alla Camera di Commercio da parte di tutte le imprese iscritte o annotate al Registro Imprese e anche dai soggetti iscritti solo al REA (Repertorio economico amministrativo). Il diritto è dovuto alle sedi delle Camere di Commercio ove la società ha la sede legale ovvero le unità locali, sedi secondarie o uffici di rappresentanza. Gli importi dovuti sono definiti annualmente da uno specifico decreto del Ministero dello sviluppo economico.

Soggetti obbligati 

Sono obbligati al pagamento del diritto annuale:

  • imprese individuali iscritte o annotate nella sezione ordinaria e speciale;
  • società semplici agricole;
  • società semplici non agricole; 
  • società di persone;
  • società di capitali;
  • società cooperative e consorzi;
  • enti economici pubblici e privati;
  • aziende speciali e consorzi previsti dalla L. 267/2000;
  • GEIE – Gruppo europeo di interesse economico;
  • società tra avvocati previste dal D.Lgs. 96/2001; 
  • società tra professionisti (STP);
  • imprese estere con unità locali in Italia; 
  • società consortili a responsabilità limitata per azioni.

Le start up innovative (e gli incubatori certificati) che possiedono i requisiti previsti dal D.L. 179/2012 e che hanno ottenuto l’iscrizione nell’apposita sezione speciale del Registro Imprese hanno diritto all’esenzione del pagamento del diritto annuale. L’esenzione è dipendente dal mantenimento dei requisiti previsti dalla legge per l’acquisizione della qualifica di start-up innovativa e di incubatore certificato e dura, comunque, complessivamente non oltre il quinto anno di iscrizione. Le piccole e medie imprese innovative (pmi innovative) sono, invece, tenute al versamento del diritto annuale.

Soggetti esclusi

Sono escluse dal pagamento del diritto annuale:

  • le imprese nei confronti delle quali sia stato adottato un provvedimento di fallimento o di liquidazione coatta amministrativa nell’anno 2019 (salvo l’esercizio provvisorio dell’attività);
  • le imprese individuali che abbiano cessato l’attività nell’anno 2019 e abbiano presentato la domanda di cancellazione dal Registro Imprese entro il 30 gennaio 2020;
  • le società ed altri enti collettivi che abbiano approvato il bilancio finale di liquidazione nell’anno 2019 e abbiano presentato la domanda di cancellazione al Registro Imprese entro il 30 gennaio 2020;
  • le cooperative nei confronti delle quali l’Autorità governativa abbia adottato un provvedimento di scioglimento (come prevede l’articolo 2545-septiesdecies, cod. civ.) nell’anno 2019.

Il calcolo del diritto annuale

Il 27 marzo 2020 è entrato in vigore il decreto ministeriale 12 marzo 2020 con il quale il Ministro dello sviluppo economico ha autorizzato l’incremento delle misure del diritto annuale.

Le imprese che hanno già provveduto, per l’anno 2020, al versamento del diritto annuale possono effettuare il conguaglio rispetto all’importo versato entro il termine di cui all’articolo 17 comma 3, lettera b), D.P.R. 435/2001

Il Ministero dello sviluppo economico, con nota Mise 0347962 del 11 dicembre 2019, ha confermato per l’anno 2020 gli importi degli anni precedenti per le iscrizioni delle nuove imprese.

Le imprese individuali e i soggetti iscritti al Rea pagano un diritto annuale in misura fissa, mentre gli altri soggetti sono tenuti al pagamento di un diritto annuale commisurato al fatturato dell’esercizio precedente. Il pagamento deve essere effettuato a mezzo modello F24 entro il termine previsto per il pagamento del primo acconto delle imposte sui redditi, oppure entro 30 giorni dalla data di scadenza con la maggiorazione dello 0,40%.

Per i soggetti individuati nella seguente tabella gli importi del diritto annuale sono fissi (da arrotondare all’unità di euro nella compilazione del modello F24 per difetto se la prima cifra dopo la virgola è inferiore a 5 o per eccesso se la prima cifra dopo la virgola è uguale o superiore a 5):

Tipologia d’impresa/societàCosti sedeCosti U.l.*
Imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro Imprese(comprese le società semplici non agricole e le società tra avvocati)€ 120,00€ 24,00
Imprese individuali iscritte nella sezione speciale del Registro Imprese (piccoli imprenditori, artigiani, coltivatori diretti e imprenditori agricoli)€ 53,00€ 11,00
Società semplici agricole€ 60,00€ 12,00
Unità locali e/o sedi secondarie di imprese con sede principale all’estero€ 66,00
Soggetti iscritti al Rea (associazioni, fondazioni, comitati, etc.)€ 18,00
* L’importo relativo alle unità locali è calcolato nella misura del 20% del diritto dovuto per la sede principale, fino ad un massimo di 120 euro per ognuna di esse,
ad eccezione dei soggetti iscritti solo al REA che pagano solo il diritto fisso di 18 euro.

Tutte le altre imprese iscritte nella sezione ordinaria del Registro Imprese, anche se annotate nella sezione speciale, versano un importo del diritto annuale commisurato al fatturato complessivo realizzato nell’anno precedente. Il diritto da versare si determina sommando gli importi dovuti per ciascuno scaglione, considerando la misura fissa e le aliquote per tutti i successivi scaglioni fino a quello nel quale rientra il fatturato complessivo realizzato dall’impresa nel 2019: sul totale così determinato va applicata una riduzione del 50%. 

Aliquote in base al fatturato 2019 ai fini Irap
FatturatoAliquote
da euroa euro
0100.000,00€ 200,00 (misura fissa)
oltre 100.000250.000,000,015%
oltre 250.000500.000,000,013%
oltre 500.0001.000.000,000,010%
oltre 1.000.00010.000.000,000,009%
oltre 10.000.00035.000.000,000,005%
oltre 35.000.00050.000.000,000,003%
oltre 50.000.0000,001% (fino ad un max. di €40.000,00)
Esempio 
La società Immobiliare Piano Srl con sede legale in una provincia ove la Camera di Commercio non ha deliberato maggiorazioni e senza unità locali ha un fatturato desumibile dalla somma dei righi IC1 e IC5 del modello Irap relativo al periodo di imposta 2019 pari a 2.610.596 euro. L’importo base derivante dalla applicazione delle aliquote su menzionate è pari a 449,95 euro, che ridotto del 50% determina un importo del diritto dovuto per l’anno 2019 pari a 224,98 euro che arrotondato all’unità di euro va esposto nel modello F24 per 225 euro.

Differenze rispetto all’esempio di calcolo esposto si riscontrano per alcune Camere di Commercio (esattamente 82 di esse) per le quali il decreto del Ministero dello sviluppo economico citato ha autorizzato per il 2020 l’incremento della misura del diritto annuale fino ad un massimo del 20% (con l’eccezione della CCIAA di Perugia il cui incremento potrà essere pari ad un massimo del 10%).

Unità locali

Le imprese che esercitano l’attività economica anche attraverso unità locali devono versare, per ogni unità e alla Camera di Commercio nel cui territorio ha sede l’unità locale, un diritto pari al 20% di quello dovuto per la sede principale fino ad un massimo di 120 euro per ciascuna unità locale (l’arrotondamento all’unità di euro deve essere applicato una sola volta al termine del calcolo dopo aver sommato quanto dovuto per la sede e le unità locali, in tutti i calcoli intermedi sia per la sede che per le unità locali vanno invece mantenuti cinque decimali). Se sono dovuti diritti a diverse Camere di Commercio, va compilato sul modello F24 un rigo per ognuna di esse indicando distintamente gli importi dovuti a ciascuna Camera di Commercio, la relativa sigla provincia, l’anno di riferimento 2019 e il codice tributo 3850. Le unità locali e le sedi secondarie di imprese con sede principale all’estero devono versare per ciascuna di esse in favore della Camera di Commercio nel cui territorio competente sono ubicate, un diritto annuale pari a 66 euro.

Conseguenze del mancato pagamento

Il pagamento del diritto annuale è condizione, dal 1° gennaio dell’anno successivo (articolo 24, comma 35, L. 449/1997), per il rilascio delle certificazioni da parte dell’ufficio del Registro Imprese. Il sistema informatico nazionale delle Camere di Commercio, quindi, non permette l’emissione di certificati relativi ad imprese non in regola con il pagamento.